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I Laghetti di Bombasèl della Val di Fiemme

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Pubblicato da Italiaviaggi il 22 gennaio 2012 Non ci sono commenti


Il nostro itinerario ha come meta gli incantevoli Laghetti di Bombasèl, in , in Trentino. La gita comprende anche una visita al Lago Lagorai, il più grande di tutta la Catena.
Da Lago di Tesero in Val di Fiemme si percorre in auto la strada sterrata fino al divieto a circa 1300 metri di quota. Si prosegue a piedi lungo la ripida strada forestale, costeggiando il rio che corre spumeggiante tra le rocce, fino alla spettacolare radura con una grande cascata che annuncia fragorosamente la vicinanza del maestoso Lago di Lagorai a m 1870.
Si continua per un’altra strada sterrata, arrivando sulla riva settentrionale, dove il panorama cambia improvvisamente: la stretta valle lascia il posto al grande lago con un paesaggio che ricorda il Canada.

Si costeggia la riva ovest e si percorre la grande piana in cui si trova Malga Lagorai, dove si può riposare nel piccolo rifugio sempre aperto. Si prosegue per il Vallone, in direzione dei Laghetti di Lagorai a quota 2270, lungo il sentiero 6-316. (A tal proposito, attenzione ad alcune mappe che riportano un sentiero (353-b) che dai pressi della malga sale per il costone fino alla Forcella del Macaco, che è ormai in disuso e per lunghi tratti impraticabile).

Arrivati a quota 2119, il sentiero si biforca; svoltre a nord per il segnavia 353, caratterizzato dalla presenza di splendide orchidee. Con un lungo traverso si giunge alla panoramica Forcella del Macaco a m 2278 (o di Bombasel), che si affaccia sul lago principale dei Laghi di Bombasel, in una splendida conca sotto all’omonimo Castello, a m 2535. Qui ci sono diversi specchi d’acqua senza nome.

A questo punto ci si può fermare per uno spuntino al sacco, vicino alla “Baita del Pastore” per poi riprendere il cammino, tra pozze d’acqua e torrentelli gorgoglianti, lungo un percorso libero per l’ampio impluvio che termina in una bella conca con un altro laghetto senza nome. Si scende quindi per ampie placche rocciose, con numerosi rivoli d’acqua, con pozze e cascatelle, un luogo davvero fiabesco. Si arriva alla sperduta e romantica “Casera di Mezzo” a m 2024, una vecchia baita in rovina sulle cui travi di legno sono ancora incise le scritte di visitatori degli anni ’50.

Scendendo ancora sotto la Casera, fino a intercettare il sentiero 5A, che si inoltra nel bosco con una traccia poco marcata, quindi sempre più ripido giù per impervi costoni grondanti d’acqua nella fitta boscaglia. Ogni tanto il sentiero si perde nella vegetazione ma si può ritrovare abbastanza facilmente. Calando bruscamente di quota, si arriva in una radura dove ci sono i ruderi della Casera delle Capre, a m 1827, e scendendo ancora per boschi ripidi e selvaggi, il sentiero diventa finalmente una stradina che rientra sul versante della Val Lagorai. Dopo una lunga discesa, si sbuca sulla strada forestale che porta fino a Le Mandre, a m 1521, e quindi fino al parcheggio.

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