Torino: ostensione della Sindone 2010

0
20

Dal 10 aprile al 23 maggio 2010, dopo 10 anni dall’Ostensione del Giubileo, la Sindone sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino.  La prima ostensione risale al 1578, mentre negli ultimi decenni il sudario è stato esposto nel 1978, nel 1998 e nel 2000.
Sarà così possibile vedere per la prima volta la Sindone dopo l’intervento per la conservazione  a cui è stata sottoposta nel 2002.

L’allestimento del percorso di introduzione alla visione della Sindone sarà nuovo e più ricco di informazioni; tra le altre cose, nell’area di prelettura verranno proposte  immagini inedite ad altissima risoluzione.

L’ostensione della Santa Sindone sarà accompagnata da iniziative ecclesiali e culturali, appuntamenti che verranno definiti nei prossimi mesi.
Inoltre, domenica 2 maggio sarà celebrata la Messa, in Piazza San Carlo, da Papa Benedetto XVI.

Ma cos’è la Sindone? Si tratta di un lenzuolo di lino delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, raffigurante l’immagine di un cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocefissione.
Secondo la tradizione, questo  lenzuolo sarebbe proprio quello che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro, come citato nei Vangeli e l’immagine in esso impressa è proprio quella del Cristo.
La Sindone è da sempre oggetto di controversie, dibattiti, verifiche e prove scientifiche fin dal 1898, anno in cui la Sindone fu fotografata per la prima volta scoprendo che l’immagine di quell’uomo era un negativo e non un positivo

La sua storia è controversa, fatta di opinioni discordanti sulle date e sui luoghi, di prove tecniche e scientifiche per dimostrarne o confutarne l’autenticità. Nel corso degli anni sono stati tanti gli studiosi che hanno avanzato numerose teorie e altrettanti sono stati quelli che hanno cercato di demolirle.

La datazione al carbonio 14,  avvenuta nel 1988, farebbe risalire il lenzuolo a un periodo compreso tra il 1260 e il 1390, ha creato un certo sconcerto tra gli studiosi, perché mette in dubbio la compatibilità della Sindone di Torino con la tradizione che la vuole essere il lenzuolo funerario di Cristo, ma anche perché si pone in contrasto con quanto la ricerca scientifica ha sino ad oggi assodato sulla Sindone.

Come spesso accade in situazioni del genere il mondo scientifico e quello religioso si divide. La Chiesa Cattolica non si è espressa sull’autenticità della Sindone lasciando alla scienza la facoltà di verificarla, ma ha autorizzato il culto come reliquia o icona della Passione di Gesù. Fu Papa Giulio II nel 1506 ad autorizzarne il culto. Giovanni Paolo II ha asserito durante il suo pontificato di credere all’autenticità della sindone, come aveva dichiarato in precedenza anche Pio XI.

Certamente la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù. Per questo il Papa l’ha definita “specchio del Vangelo