Sulle tracce dei Sanniti

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Ai piedi del Monte Greco e della Meta, Alfedena e Barrea, provincia dell’Aquila, sorgono sul posto di importanti insediamenti sanniti.

Sanniti


I sanniti furono fieri avversari di Roma, sconfitti definitivamente solo dopo tre guerre sanguinose, questi bellicosi pastori hanno lasciato ampie tracce della loro presenza a cavallo tra la Ciociaria, il Molise, la Campania e l’Abruzzo.
Alfedana, a valle della profonda gola scavata dal Sangro, tramanda nel nome la Aufidena sannita, che sorgeva dove oggi si trova Castel di Sangro. Un altro abitato sannita sorgeva comunque sul luogo dell’odierna Alfedena. Ad est del paese attuale, nei pressi della strada per Venafro e Isernia, la necropoli di Campo Consilino contiene circa 1500 tombe databili in un periodo che va dal VII secolo a.C. e l’inizio del III secolo a.C., portate alla luce dal 1882 in poi. Il totale superava probabilmente le 12000 sepolture, ma nella piana oggi rimangono pochi resti visibili. I reperti sono per lo più conservati nel nuovo Museo Civico Aufidenate “De Nino“, dedicato all’archeologo Antonio De Nino, scopritore della Necropoli di Alfedena.

Più interessante è salire al Monte Curino, che incombe sull’abitato, dove sono i resti di un importante santuario e un tratto ben conservato di mura megalitiche. Purtroppo, il Museo Archeologico di Alfedena è stato depredato dai tedeschi in ritirata nel 1944 ed è stato inaugurato nuovamente nell’estate 2012.
Centro sannita meno importante di Alfedena, costruita su un cocuzzolo che dominava una fertile pianura (il lago odierno ha quasi 70 anni di vita), anche Barrea ha lasciato una importante necropoli. Le acque del lago ne hanno inghiottito gran parte, come anche i predatori di tombe. La passeggiata diventa così un pellegrinaggio all’insegna del rimpianto.