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Pantelleria: guida alla scoperta di dammusi e delle acque sulfuree

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Pubblicato da Piero Avolio il 13 marzo 2013 Non ci sono commenti

è la più grande tra le isole siciliane: 83 kmq accidentati che dagli 832 m di Montagna Grande offre un balcone per guardare fino ai confini dell’Africa.

lago di venere - Pantelleria


L’isola di Pantelleria si trova nel mare tra Sicilia e Africa, a 110 km da Trapani e a 70 dalla Tunisia, emerge un vulcano attorniato da 24 crateri sommersi. Sulle pendici c’è il lago Specchio di Venere e poi pianure e vallate verdi delle viti del dolce Moscato e dell’ulivo. L’ultima eruzione risale al 1891, ma sia a terra che nuotando sotto costa si avverte la tiepida carezza delle “cuddie”, i crateri sommersi con sorgenti di acque calde.

Pantelleria fu battezzata dai greci Cossyra, ma fu abitata anche da vandali e normanni. I sesi (costruzioni funerarie megalitiche) e i ammusi (tipiche abitazioni dell’isola, di origine araba, di forma cubica), il Castello Barbacane, mura ciclopiche, il villaggio neolitico di Mursia documentano la sua storia.

L’isola di Pantelleria raggiunge un’altitudine di 836 m sul livello del mare con la Montagna Grande. La più diffusa manifestazione di vulcanismo è la avara: imponente per i suoi sbuffi di fumo, si apre alle pendici di Montagna Grande, nella Fossa del Russo. Nelle contrade Kazzen e Benikulà si susseguono le “stufe”, saune di vapore caldo, mentre a Bukkuram i getti di vapore sono freddi. Il Lago Specchio di Venere, una conca alta 2 metri sul livello del mare, profonda fino a 12 e con un perimetro di 2 km, riceve acque tra i 30 e i 50 gradi, ricche di bicarbonato di soda e di silice idrata, utilizzati in cosmetica.

A Cala Gadir, una borgata di pescatori, le sorgenti alimentano piscine scavate nella roccia, mentre nella Grotta di Sataria, più accessibile dal mare che dalla terra, affluiscono due vene d’acqua calda. Si racconta che proprio in questa grotta Ulisse sia stato trattenuto per sette anni dalla bella Calipso.
Il “ammuso” è un trattato di architettura abitativa. Mura spesse di lava mantengono la temperatura interna, e la copertura a cupola, impermeabilizzata da una malta di tufo dipinta di rosso, ha un canale che scarica la pioggia in cisterna. Ha tre vani separati da archi chiusi da tende ricamate. In cortile ci sono fonro, aia, stalla e un piccolo giardino di limoni e aranci.

La magia di Pantelleria è nell’intreccio tra mare, grotte, acqua, vapori caldi e freddi. Ma, accanto alla natura, c’è un paesaggio caratterizzato dal ammusi, dai sesi e da una cucina di prodotti locali che sposa mare e terra. Il porto di Pantelleria permette il collegamento regolare con i porti di Mazara del Vallo e Trapani. L’isola è dotata di un aeroporto militare ad uso civile ed è collegata all’Italia continentale con voli di linea.

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