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	<title>ITALIAVIAGGI &#187; I luoghi di culto</title>
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	<description>Sito sul turismo in Italia</description>
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		<title>La mistica atmosfera dell&#8217;Abbazia di Farfa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
				<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[FARA IN SABINA (Rieti)
Nel cuore dell&#8217;antica terra Sabina, ai piedi del monte Acuziano, in un&#8217;atmosfera di mistico silenzio, che avvolge anche il caratteristico Borgo che la circonda, sorge la storica abbazia di Farfa, immersa nel fascino di una natura verdeggiante e sorridente, nella fresca aria mattutina che si respira intorno, riscaldata da un dolce sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2093" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/07/abbazia-di-farfa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2093" title="abbazia-di-farfa" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/07/abbazia-di-farfa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Foto tratta dal sito www.abbaziadifarfa.it</p></div>
<p>FARA IN SABINA (Rieti)</p>
<p>Nel cuore dell&#8217;antica <strong>terra Sabina</strong>, ai piedi del <strong>monte Acuziano</strong>, in un&#8217;atmosfera di mistico silenzio, che avvolge anche il caratteristico Borgo che la circonda, sorge la storica <strong>abbazia di Farfa</strong>, immersa nel fascino di una natura verdeggiante e sorridente, nella fresca aria mattutina che si respira intorno, riscaldata da un dolce sole i cui raggi oltrepassano i rami degli alberi, prima di giungervi.</p>
<div id="_mcePaste">L&#8217;abbazia di Farfa è un luogo particolarmente attraente, ricolmo di pace, di serenità, di semplicità, come sono semplici i monaci benedettini che vivono, in un clima di profonda spiritualità, la loro vita quotidiana tutta dedita al Signore e alla Madonna, alla quale essa è dedicata.</div>
<div id="_mcePaste">Fu dichiarata monumento nazionale nel 1928, per la bellezza architettonica ed artistica del monastero e della basilica, testimonianza di una storia più che millenaria tra periodi di grande splendore e periodi di decadenza o addirittura di distruzioni e dispersioni, seguiti sempre da rinascite e ricostruzioni, sì che ancor oggi l&#8217;abbazia è un centro di cultura e di spiritualità. Straordinaria anche la fioritura della santità, dal primo al secondo fondatore, rispettivamente S. Lorenzo Siro e S. Tommaso da Moriana, fino ai Beati Placido Riccardi e Ildefonso Schuster.</div>
<div id="_mcePaste">Tante le visite di re, imperatori e papi fino a quella di Giovanni Paolo II il 19 marzo 1993. Migliaia i visitatori che oggi la frequentano per ammirare il patrimonio di cultura e di arte che essa custodisce e rende accessibile e per il desiderio di trascorrere qualche ora o qualche giorno di riposo fisico e spirituale, usufruendo anche delle strutture di accoglienza e di ristoro, nonché del parco e delle passeggiate nella proprietà della Fondazione &#8220;Filippo Cremonesi&#8221;, che comprende pure le caratteristiche abitazioni del Borgo di Farfa con le graziose botteghe gestite da abili artigiani.</div>
<div>-</div>
<p>Info: <a href="http://www.abbaziadifarfa.it/" target="_blank">www.abbaziadifarfa.it</a></p>
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		<title>il Santuario di Pompei</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
				<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[Iniziato nel 1876 su progetto di Antonio Cua e compiuto nel 1891, la storia del Santuario è legata a quella del Beato Bartolo Longo, suo fondatore e della contessa Marianna de Fusco, ed è stato realizzato con le offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo.
Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia, conferito da papa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/06/santuario-pompei.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1791" title="santuario-pompei" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/06/santuario-pompei-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Iniziato nel 1876 su progetto di Antonio Cua e compiuto nel 1891, la storia del Santuario è legata a quella del Beato Bartolo Longo, suo fondatore e della contessa Marianna de Fusco, ed è stato realizzato con le offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo.</p>
<div id="_mcePaste">Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia, conferito da papa Leone XIII il 4 maggio 1901, ed e&#8217; retto da un Delegato Pontificio, coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione.</div>
<div>
<p>Con la pianta a croce latina, inizialmente il santuario aveva una sola navata, con abside, cupola, quattro cappelle laterali e due cappelle nella crociera. Col passare degli anni e con il progressivo aumento delle folle di fedeli, si rese  necessario ampliare il santuario. Tale ampliamento fu eseguito dal 1934 al 1938, su progetto dell&#8217;ing. Mons. Spirito Chiappetta. Furono realizzate tre navate, abside e cupola di maggiori dimensioni.<br />
Sull&#8217;Altare maggiore si trova la  <strong>Madonna di Pompei</strong>, una tela seicentesca, della scuola di Luca Giordano, restaurata nel 1965, decorata con gemme preziose e racchiusa in una ricca cornice di bronzo; attorniata dai Misteri del Rosario, dipinti su rame da Vincenzo Paliotti.<br />
Le cappellette laterali del tempio sono dedicate a Santi particolarmente venerati nel Santuario; nella volta sono rappresentati i misteri del Rosario realizzati in mosaico dalla Scuola Vaticana.</p>
<p>Papa Giovanni Paolo II vi si recò in pellegrinaggio nel 1979 e nel 2003, mentre papa Benedetto XVI lo visitò nel 2008.<br />
Ogni anno oltre quattro milioni di persone si recano in visita al Santuario che risulta pertanto tra i più visitati d&#8217;Italia, meta di pellegrinaggi religiosi, ma anche di molti turisti affascinati dalla sua maestosità. In particolare, l&#8217;8 maggio e la prima domenica di ottobre, decine di migliaia di pellegrini affollano la città di Pompei, per assistere alla  <em>Supplica alla Madonna di Pompei </em>(l&#8217;ora del Mondo) scritta dal Beato Bartolo Longo che viene trasmessa tramite la televisione e la radio in tutto il Mondo.</p>
</div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div><strong>Orari  Basilica :</strong></div>
<div id="_mcePaste">nei giorni feriali dalle ore 6,15 alle ore 19,30</div>
<div id="_mcePaste">nei giorni festivi dalle ore 5,45 alle ore 20,30</div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div><strong>Orari  Campanile:</strong></div>
<div id="_mcePaste">mattino &#8211; tutti i giorni, escluso il venerdì, dalle 9.00 alle 13.00</div>
<div id="_mcePaste">pomeriggio &#8211; tutti i giorni, escluso il venerdì, dalle 15.00 alle 18.00</div>
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		<title>La città santa di Loreto</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la leggenda, dopo l&#8217;invasione musulmana della Palestina, la casa della Sacra Famiglia di Nazareth sarebbe stata trasportata dagli angeli sulle colline marchigiane, là dove ora sorge il grandioso complesso del santuario dedicato alla Madonna di Loreto, proclamata nel 1920 patrona degli aeronauti.
La Storia del Santuario inizia nel sec. XIII  con l&#8217;arrivo della casa abitata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la leggenda, dopo l&#8217;invasione musulmana della Palestina, la casa della <strong>Sacra Famiglia di Nazareth</strong> sarebbe stata trasportata dagli angeli sulle colline marchigiane, là dove ora sorge il grandioso complesso del santuario dedicato alla <strong>Madonna di Loreto</strong>, proclamata nel 1920 patrona degli aeronauti.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/06/santuario_loreto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1386" title="santuario_loreto" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/06/santuario_loreto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Storia del Santuario inizia nel sec. XIII  con l&#8217;arrivo della casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazareth. Questa preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei crociati in <strong>Terra Santa</strong>.<br />
Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l&#8217;autenticità della Santa Casa.<br />
Il santuario di Loreto è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.<br />
E&#8217; stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi.<br />
Affacciato su una piazza monumentale, il santuario fu iniziato nel XV secolo da Marino di Marco Cedrino e Giuliano da Maiano in stile rinascimentale. La facciata ha tre magnifiche porte bronzee con pregevoli bassorilievi. L&#8217;interno a croce latina conserva affreschi di Melozzo da Forlì,  Luca Signorelli e Ludovico Seitz. Sotto la cupola ottagonale si trova la <strong>Santa Casa</strong>, con rivestimento in marmo disegnato da Bramante e decorato con bassorilievi e statue.</p>
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		<title>Il Santuario d&#8217;Oropa</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 14:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
				<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Santuario di Oropa sorge a 1200 m di altitudine, in uno scenario unico e incontaminato a soli 15 minuti dal centro di Biella che ne fa una meta ideale per chi desidera unire momenti di serenità interiore a occasioni di approfondimento culturale; in un paesaggio naturale di assoluta bellezza,  il Santuario sembra una reggia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/oropa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-983" title="oropa" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/oropa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Santuario di Oropa sorge a 1200 m di altitudine, in uno scenario unico e incontaminato a soli 15 minuti dal centro di Biella che ne fa una meta ideale per chi desidera unire momenti di serenità interiore a occasioni di approfondimento culturale<em>; </em>in un paesaggio naturale di assoluta bellezza,  il Santuario sembra una reggia, con un grandioso insieme di edifici circondato dalle montagne.</p>
<p>Secondo la tradizione il Santuario risale al IV secolo, per opera di <strong>S. Eusebio</strong>, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all’inizio del XIII secolo, riportano l’esistenza delle <strong>primitive Chiese di Santa Maria </strong>e<strong> di San Bartolomeo</strong>, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viatores (viaggiatori) che transitavano da est verso la Valle d’Aosta.</p>
<p>Il Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale.</p>
<p>Il maestoso complesso è frutto dei disegni dei più grandi architetti sabaudi: <strong>Arduzzi, Gallo, Beltramo, Juvarra, Guarini, Galletti, Bonora</strong> hanno contribuito a progettare e a realizzare l’insieme degli edifici che si svilupparono tra la metà del XVII e del XVIII secolo.<br />
Dal primitivo sacello all&#8217;imponente <strong>Basilica Superiore</strong>, consacrata nel 1960, lo sviluppo edilizio ed architettonico è stato grandioso.<br />
Articolato su tre piazzali a terrazza, il complesso è imperniato su due grandi luoghi di culto: la<strong>Basilica Antica</strong>, realizzata all&#8217;inizio del XVII secolo e in cui si venera la <strong>Madonna Nera</strong>, per tradizione portata e nascosta da S. Eusebio ad Oropa, e la Chiesa Nuova. Completano la struttura monumentali edifici, chiostri e la solenne scalinata che conduce alla <strong>Porta Regia</strong>.</p>
<p>Informazioni: <a href="http://%20www.santuariodioropa.it/"> www.santuariodioropa.it</a></p>
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		<title>Torino: ostensione della Sindone 2010</title>
		<link>http://www.italiaviaggi.biz/torino-ostensione-della-sindone-2010.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 13:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 10 aprile al 23 maggio 2010, dopo 10 anni dall’Ostensione del Giubileo, la Sindone sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino.  La prima ostensione risale al 1578, mentre negli ultimi decenni il sudario è stato esposto nel 1978, nel 1998 e nel 2000.
Sarà così possibile vedere per la prima volta la Sindone dopo l’intervento per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/sindone.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-798" title="sindone" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/sindone-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal <strong>10 aprile </strong>al <strong>23 maggio</strong> 2010, dopo 10 anni dall’Ostensione del Giubileo, la Sindone sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino.  La prima ostensione risale al 1578, mentre negli ultimi decenni il sudario è stato esposto nel 1978, nel 1998 e nel 2000.<br />
Sarà così possibile vedere per la prima volta la Sindone dopo l’intervento per la conservazione  a cui è stata sottoposta nel 2002.</p>
<p>L’allestimento del percorso di introduzione alla visione della Sindone sarà nuovo e più ricco di informazioni; tra le altre cose, nell’area di prelettura verranno proposte  immagini inedite ad altissima risoluzione.</p>
<p>L’ostensione della Santa Sindone sarà accompagnata da iniziative ecclesiali e culturali, appuntamenti che verranno definiti nei prossimi mesi.<br />
Inoltre, domenica 2 maggio sarà celebrata la Messa, in Piazza San Carlo, da <strong>Papa </strong><strong>Benedetto XVI.</strong></p>
<p>Ma cos’è la Sindone? Si tratta di un lenzuolo di lino delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, raffigurante l’immagine di un cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocefissione.<br />
Secondo la tradizione, questo  lenzuolo sarebbe proprio quello che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro, come citato nei Vangeli e l’immagine in esso impressa è proprio quella del Cristo.<br />
La Sindone è da sempre oggetto di controversie, dibattiti, verifiche e prove scientifiche fin dal 1898, anno in cui la Sindone fu fotografata per la prima volta scoprendo che l’immagine di quell’uomo era un negativo e non un positivo<br />
La sua storia è controversa, fatta di opinioni discordanti sulle date e sui luoghi, di prove tecniche e scientifiche per dimostrarne o confutarne l’autenticità. Nel corso degli anni sono stati tanti gli studiosi che hanno avanzato numerose teorie e altrettanti sono stati quelli che hanno cercato di demolirle.<br />
La datazione al carbonio 14,  avvenuta nel 1988, farebbe risalire il lenzuolo a un periodo compreso tra il 1260 e il 1390, ha creato un certo sconcerto tra gli studiosi, perché mette in dubbio la compatibilità della Sindone di Torino con la tradizione che la vuole essere il lenzuolo funerario di Cristo, ma anche perché si pone in contrasto con quanto la ricerca scientifica ha sino ad oggi assodato sulla Sindone.<br />
Come spesso accade in situazioni del genere il mondo scientifico e quello religioso si divide. La Chiesa Cattolica non si è espressa sull’autenticità della Sindone lasciando alla scienza la facoltà di verificarla, ma ha autorizzato il culto come reliquia o icona della Passione di Gesù. Fu Papa Giulio II nel 1506 ad autorizzarne il culto. Giovanni Paolo II ha asserito durante il suo pontificato di credere all’autenticità della sindone, come aveva dichiarato in precedenza anche Pio XI.</p>
<p>Certamente la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù. Per questo il Papa l’ha definita “<em>specchio del Vangelo</em>”</p>
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		<title>Il Santuario del Pilastrello &#8211;  Lendinara &#8211; Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
				<category><![CDATA[I luoghi di culto]]></category>

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		<description><![CDATA[A Lendinara,  a pochi km da Rovigo, si trova il Santuario dedicato alla statua della Madonna che aveva compiuto vari prodigi e la cui storia è legata alle prodigiose virtù di una fonte che scorre nei dintorni.
Sembra che nel 1509 un forte temporale distrusse un&#8217;abitazione, lasciando intatta solo una statuetta in legno d&#8217;ulivo della Madonna con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/lendinara.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-763" title="lendinara" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/04/lendinara-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A Lendinara,  a pochi km da Rovigo, si trova il Santuario dedicato alla statua della Madonna che aveva compiuto vari prodigi e la cui storia è legata alle prodigiose virtù di una fonte che scorre nei dintorni.</p>
<p>Sembra che nel 1509 un forte temporale distrusse un&#8217;abitazione, lasciando intatta solo una statuetta in legno d&#8217;ulivo della <strong>Madonna con Bambino</strong> che venne ritrovata  su una siepe. Sul quel luogo venne allora costruito un <strong>pilastrello votivo</strong> per accogliere la scultura. Durante i lavori per l’edificazione della cappella la sorgente d’acqua utilizzata dai muratori si tinse di rosso e mostrò benefici terapeutici.<br />
Le proprietà miracolose dell’acqua attirarono malati ed infermi in cerca di guarigione.<br />
Tra il 1577 e il 1583 fu eretto il <strong>Santuario</strong> <strong>Nostra Signora del Piastrello</strong>, la<strong>Madonna Nera</strong> dei polesani, per il particolare color brunastro del legno d’olivo della statua.</p>
<p>Oggi il santuario, intitolato alla Madonna del Pilastrello è un frequentato luogo di devozione e pellegrinaggio. All&#8217;interno della chiesa si trovano tesori d&#8217;arte come una pala del Tintoretto e un&#8217;Ascensione di Paolo Veronese e molti affreschi e sculture.</p>
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		<title>Santuario della Madonna dell&#8217;Arco &#8211; Napoli</title>
		<link>http://www.italiaviaggi.biz/santuario-della-madonna-dellarco-napoli.html</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roxy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[santuario]]></category>

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		<description><![CDATA[ Situato a Sant&#8217;Anastasia, in provincia di Napoli, è tra i più antichi e famosi luoghi di culto della Campania. Un santuario rinomato per il gran numero di ex voto, tavolette votive dipinte con le immagini dei miracoli ricevuti dai fedeli,  esempi di vita quotidiana che i devoti alla Madonna hanno presentato come ringraziamento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/03/800px-Santuario_Madonna_dellArco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-531" title="800px-Santuario_Madonna_dell'Arco" src="http://www.italiaviaggi.biz/wp-content/uploads/2010/03/800px-Santuario_Madonna_dellArco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Situato a Sant&#8217;Anastasia, in provincia di Napoli, è tra i più antichi e famosi luoghi di culto della Campania. Un santuario rinomato per il gran numero di <strong>ex voto</strong>, tavolette votive dipinte con le immagini dei miracoli ricevuti dai fedeli,  esempi di vita quotidiana che i devoti alla Madonna hanno presentato come ringraziamento per le grazie ricevute. La prima tavoletta risale al 1499, oggi ce ne sono circa 8000.</p>
<p>La denominazione &#8220;dell&#8217;Arco&#8221; è dovuta all&#8217;antica località &#8220;Archi&#8221;, così chiamata per la presenza delle arcate di un acquedotto romano, dove, il 6 aprile 1450, lunedì di Pasqua, avvenne il primo miracolo compiuto dalla Madonna. Un giocatore di pallamaglio (è un gioco antico simile al cricket o al golf)  persa la partita lanciò per la rabbia una boccia contro  il sacro dipinto della Vergine, che si trovava proprio sotto un arco dell?acquedotto. L?immagine della Madonna prese a sanguinare e, immediatamente venerata dal popolo, divenne fonte di grandi prodigi. Il giovane responsabile venne poi impiccato vicino al dipinto e il suo cadavere si seccò nel giro di poche ore. Questo episodio generò il culto della Madonna dell?Arco, e folle di fedeli arrivavano da tutto il Sud Italia, tanto che sul luogo si costruì una cappella.</p>
<p>Più di un secolo dopo, nel  1589, avvenne un altro episodio miracoloso: una anziana coppia andò a deporre l?ex voto dopo aver ottenuto la guarigione dell?uomo da una grave malattia gli occhi. La moglie portò un maialetto, che però scappò. La donna chiese al marito di aiutarla a cercarlo, ma questi era impegnato a deporre la tavoletta, così la moglie, dalla rabbia la strappò al marito e la buttò a terra calpestandola e bestemmiando.  Quei piedi che avevano profanato il voto alla Madonna  iniziarono a gonfiarsi e a dolere e l?anno seguente, la notte del Venerdì Santo, si staccarono di netto dal corpo, senza versare sangue. I piedi sono ancora oggi esposti in una teca di vetro nel Santuario. Dopo questo episodio i pellegrini aumentarono a dismisura e si rese necessario costruire una grande chiesa.</p>
<p>La costruzione del Santuario iniziò nel1593 e fu ultimata nel 1610.</p>
<p>La festa che rappresenta il culto folkloristico della Madonna dell?Arco si tiene il lunedì dell?Angelo. Partendo dai vari luoghi, gruppi di trenta o quaranta uomini portano in spalla dei  grandi simulacri, e, di corsa e a piedi nudi, percorrono molti km per arrivare al Santuario.</p>
<p>Anche se il Santuario, con il grande convento dei Domenicani annesso, è il centro del culto molte piccole cappelle, edicole e chiese dedicate alla Madonna dell?Arco, sono sorte per le vie di Napoli e di altri paesi dei dintorni, custodite e accudite un po? da tutti, in modo da continuare la devozione tutto l?anno.</p>
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